8.9.14

Le cose che mi mancheranno


Credo nella magia delle cose, dei luoghi e degli incontri.
Mi mancheranno le mie coinquiline, con le quali ho condiviso momenti speciali ed ho imparato a condividere (cosa non così scontata per una figlia unica), le corse in bicicletta per arrivare puntuali le colazioni lunghe della domenica mattina, le serate cinema, le birre sul canale, i pranzi, gli aperitivi e le cene improvvisate, la luce fino a tardi e i tramonti dal terrazzo, le lunghe conversazioni prima della buona notte davanti la porta della stanza, la pioggia che ci faceva i dispetti, gli incontri e le persone conosciute per caso.

4.8.14

From Brugges with love




Vagavo tra le trame delle stoffe del mercato, lo cercavo invano, ma tutti quei colori mi davano alla testa.
Camminavo e ogni tanto alzavo lo sguardo ammirando il Belfort che si affaccia sul Markt.
Sono salita sulla barca e ho costeggiato il canale per ore, tenendo gli occhi fissi sul merletto del mio vestito e lasciandomi ondeggiare tra le onde.
Mi sono rifugiata, riposando su una panchina nel cortile al Begijnhof.
Ho mangiato cioccolata, ne sentivo il profumo anche sui fiori.

28.7.14

Ombrelloni a ribes


La mia estate da bambina era fatta di mare. La mia giornata tipo iniziava la mattina presto con i biscotti e il succo alla pesca bevuto alla svelta. Prevedeva i suoi dieci minuti nel fare la buca sulla sabbia per infilare l'ombrellone a righe bianche e rosse caricato in spalla dall'uomo di turno, continuava con il bagno a stomaco vuoto nell'acqua non ancora riscaldata dal sole, poi dai castelli di sabbia che diventavano veri e propri complessi formati da almeno sette piccole torri che circondavano un grande castello al centro pieno di finestre, dalla pausa pranzo con le insalate di pasta nelle vaschette di plastica mangiate sotto quello stesso ombrellone, dalle letture di giornaletti per bambina mentre tutta la spiaggia sotto l'ombrellone faceva il pisolino pomeridiano, dalle lunghe passeggiate, dai pomodori al riso e patate, tante patate, per cena.

21.7.14

Oltre un crumble



Mentre preparavo i miei bei bagagli, diretta in Olanda, ero pervasa da un senso d’ansia e d’angoscia; il timore di non sapere cosa avrei trovato sapendo benissimo cosa stavo lasciando; stavo barattando la mia ‘sicurezza’, il mio ‘porto sicuro ‘, la presenza costante dei miei affetti… “Con che cosa?”, mi domandavo. Certamente, benché ansiosa e angosciata, ero anche incredibilmente eccitata; era l’eccitazione della ‘novità’, dell’avventura, di una vita nuova nella quale immergersi a capofitto senza esitare. Allora ho cominciato a capire che ciò che lasciavo alle spalle era nient’altro che… il mio essere ancora bambina, il mio ‘avere ‘ nient’altro che una possibilità, quella possibilità che, facendoti dipendere sempre da qualcun altro, non può mai farti sentire realmente libera.