2.3.15

La qualità degli italiani




Ci sono quelle giornate storte che ti svegliano già storta e non puoi proprio farci nulla.
Quando riempi la scodella di cereali e non trovi il latte nel frigo, o quando finisce il caffè, che per qualcun'altro è molto peggio;
Quando tornando a casa la sera c'è un fantastico spettacolo di stelle in cielo e tu guardando la luna ne resti coaì incantato che perdi l'equilibrio andando a sbattere contro lo sportello di una macchina.
Ma le giornate più storte sono quelle piene di sole (in Inghilterra) e ti metti a giocare con la farina sognando torte, biscotti o crostate dall'aspetto fantastico, pronte ad essere immortalate. Ma poi ti manca la carta forno, esci, di domenica pomeriggio (quando ti andrebbe di oziare in pigiama per tutto il giorno) passi al supermercato sotto casa e non la trovi. Inventi e va tutto male.
Neanche a dire mi consolo con il cibo.

23.2.15

Quelli che sembravano dei biscotti cinesi



C'erano noodles, germogli di soia, cappelli rossi, gialli e appuntiti con le lunghe trecce, salse di ogni tipo, gamberetti in ogni dove, involtini primavera, draghi appesi sui lampadari e tutto ciò che del "luogo comune" conosciamo sui cinesi.
Per chi non lo sapesse è appena passato il Capodanno Cinese celebrato non solo in Cina, ma in molti altri paesi orientali e in qualsiasi altro posto del mondo dove ci siano orientali.
La fortuna di avere una coinquilina cinese che si sente (ed è) molto più british di qualsiasi altro inglese con la bombetta è quella di avere la possibilità di avere un Capodanno bis.
Il capodanno è degenerato, ma che ve lo dico a fà?
Più di trenta persone, età media 30 anni, e poi birra cinese, inglese, tedesca, vino italiano di tutte le sfumature e succo d'arancia (che poi secondo me era alcolica pure quella).
Se poi ci mettiamo il fatto che meno di due mesi fa eravamo intente a "come sopravvivere al Natale" poco importa per il nostro fegato.
Ma perlomeno hai avuto abbastanza tempo per renderti conto che i tuoi buoni propositi non erano proprio così azzeccati e ora hai la fortuna di aggiustare qualche punto o ricominciare direttamente dall'inizio, che qualche volta è ancora meglio.

9.2.15

Come fare cose con le parole




Quel signore che raccontava di cavoli, rape e tutte quelle radici che si nascondevano al di sotto di quelle lunghe e prosperose foglie verdi venivano date come pasto agli animali, finchè un bel giorno qualcuno di più coraggioso -sono quasi convinta sia stato un bambino- l'ha portato in cucina.
E allora mi immagino in piena campagna, in uno di quei casali semplici e bellissimi, gente che porta in tavola fiaschi di vino rosso e fette di pane casareccio; in una di quelle cucine grandi, decorate da mobili in legno e barattoli di marmellata tra gli scaffali. Bolle la zuppa di cavolo in quella profonda pentola laccata di rosso, c'è il profumo dell'arrosto con le patate, c'è una luce soffusa che attraversa la finestra della cucina, il cane all'angolo della stanza che osserva.

26.1.15

Breaking Bread


Sabato mattina in punta di piedi e con gli occhi non completamente spalancati arrivo in cucina, la tazza di latte e caffè è magicamente pronta a riscaldarmi le mani e l'ultimo digestive di quelli golosamente ricoperti di cioccolato fondente che lentamente finisco di sgranocchiare, Io sono li a scrutarmi intorno, con quel pigiama pieno di coniglietti bianchi che rende giustizia ai miei pensieri mattinieri.
Il proposito era quello di fare un pane in cassetta morbido, una via di mezzo tra un pan brioche e un pane da tostare su cui spalmare la marmellata di lamponi mattina e sera. Diciamo pure che io dalla fase depurativa post festiva non ci sono mai entrata, però cucinare piatti salati mi piace anche se alla fine che ce volete fa li accompagno sempre a qualche dolcetto.

19.1.15

L' imperfezione è bellezza

Nel garage sotto casa le serrande si alzano alle 6 e mezza. Si servono granola con frutti di bosco freschi, pancakes con sciroppo d'acero e english breakfast fino alle 13. Dal primo pomeriggio cambia il menù, il sole inizia a calare e si accendono le candele sui tavoli. La musica di sottofondo fa da accompagnamento al ritmo calzante dei cappuccini fatti, dei piatti messi di fretta nella lavastoviglie, dei passi delle cameriere lungo il pavimento rivestito di assi di legno.