26.5.14

Signor Rabarbaro







Ho assaporato dolci pezzetti di rabarbaro dai racconti di mia mamma che lo mangiava con lo zucchero da bambina.
L'ho iniziato a cercare tra le bancarelle dei mercati, dopo averlo assaporato in un tiepido Kompot estivo. Il suo gusto oscillava tra l'aspro del limone e il dolce di una fragola.
Ho ammirato il suo colore nei vostri blog, abbinato al dolce sapore delle fragole mature.
Per qualche tempo me ne sono dimenticata e poi come un amore ritrovato ha fatto la sua comparsa.
L'ho corteggiato come un uomo di altri tempi, aspettando il momento giusto.

12.5.14

Al sicuro



Porto a fatica due sedie sul balcone, una dopo l'altra, con attenzione ma con quella dinamicità che mi ha sempre contraddistinta.
Struscio per terra l'angolo della copertona, quella pesante e morbidissima.
Torno di corsa in stanza, scivolando in una curva perfetta e facendo invidia ad un motociclista della motoGP; prendo l'altra coperta quella con i fiori rosa, un po' sfilacciata e usurata dal tempo.
Acchiappo cinque o sei cuscini del divano, mi alzo le maniche fino ai gomiti per completare il duro lavoro. Ciuccio dal biberon (sì, è stato il mio fiero compagno di merende fino ad una certa età) portandolo in alto fino a sfiorarmi il naso, per bere la scolatura di latte con il Nesquik.
Finisco tutto l' ambaradan e creo la mia morbida casetta con giardino esterno, atrio, una finestra, e un salone con tavolino, sedie e un arredamento che ha un nonsochè di orientale.
Sistemo i fiocchi rosa alle mie fiere treccine biondo sbiadito e prendo per mano la mia Mammadichicco, vestita a festa, per le grandi occasioni.

5.5.14

Non è tutto oro quel che luccica



Diciamolo pure: il più grande nemico e il più grande denigratore dell’Italia, molto spesso, è proprio l'itagliano, scusatemi, l'italiano!
La mia esperienza mi ha insegnato anche questo.
Il nostro non è il paese dalle mezze misure; c’è quello per cui il Bel Paese è “L’ITALIA” con tutte le lettere maiuscole, e quello per cui è semplicemente “ l’italietta”, uno scarpone bucato e incrinato dal peso dei secoli e degli antichi fasti.
Eppure…all’estero ( per quel che vale la mia poca ma concretissima esperienza), l’Italia, con la sua storia, tradizioni e cultura, è omaggiata al massimo grado.

28.4.14

Come in una favola



C'era una volta una principessa che studiava all'Università di Leiden.
Come ogni principessa che si rispetti, anche lei spiccava per la sua bellezza, per i suoi capelli dorati e per quell'eleganza che la rendeva al di fuori del comune.
Viveva sulle nuvole, amava il gelato, viaggiare, il colore rosso e andare in bicicletta.
Amava la storia, l'economia e la giurisprudenza e il suo paese pieno di tulipani.
Era ancora una bambina, ma sarebbe diventata una donna tutta d'un pezzo, di quelle che non scendono a compromessi.
Viaggiò per il mondo, conobbe tante persone e tornò a casa.
Il principe azzurro arrivò ad una festa, il colpo di fulmine!
Il loro fu un amore tormentato, non accettato dalla famiglia e mal visto dal popolo. Ma durò negli anni e il frutto del loro amore furono tre figli maschi.
La principessa divenne regina e governò per trent'anni.

21.4.14

Di pranzi, tulipani e pasquetta




La mia Pasqua è una Pasqua alternativa!
No parenti, no amici di lunga data, no parenti di parenti, no amici di amici che si fanno sentire o vedere solo nei periodi di festa, ma la mia coinquilina di fiducia (la seconda è scesa giù in Italia, nel suo paesino campano a mangiare la mozzarella!) e due nuovi amici, italiani, conosciuti si può dire proprio il giorno di Pasqua!
La mia Pasqua è alternativa perchè qui in Olanda ci hanno preparato meraviglioso pranzo italiano pasquale: antipasto con grissini e prosciutto e crostini di pane con ricotta e patè, tagliatelle al ragù e  pollo con funghi, speck e provola.

14.4.14

Intrecci su due ruote



Quando usciamo di casa, all’ avventura sulle nostre bici usate fiammanti, sembriamo tre sprovvedute gettate nel mezzo di una tempesta perfetta fatta di giganti equilibristi delle due ruote.
E’ già!!! Ad occhio e croce la mia altezza è la metà dell’altezza media di una qualsiasi bella stangona signora olandese. Adesso che ci penso…
Ecco perché…Ecco perché quando, pochi giorni dopo essere arrivata, sono andata a scegliere la mia bici, in un officina per biciclette gestita da quattro uomini (non so se legati da una qualche parentela) e da un cane (femmina) e il venditore sembrava guardarmi incuriosito!
Col suo perfetto inglese d’Olanda mi poneva domande di ogni genere; ne voleva sapere davvero di tutti i colori e non risparmiava qualche velata allusione…
“Siete greche, vero? Ehm no aspetta, italiane? Stai perfezionando il tuo inglese, è?”, fa lui sogghignando.
“ E sì, è dalle superiori che non lo parlo più…” ( ma quanto è banale questa scusa?)
 “Ok…dimmi quanto sei alta, così vediamo per la bici!”
“ …ma un’altezza media direi!” ( ma non lo vedi da te quanto sono alta? Ci godi proprio a mettere il dito nella piaga?)