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2.3.15
La qualità degli italiani
Ci sono quelle giornate storte che ti svegliano già storta e non puoi proprio farci nulla.
Quando riempi la scodella di cereali e non trovi il latte nel frigo, o quando finisce il caffè, che per qualcun'altro è molto peggio;
Quando tornando a casa la sera c'è un fantastico spettacolo di stelle in cielo e tu guardando la luna ne resti coaì incantato che perdi l'equilibrio andando a sbattere contro lo sportello di una macchina.
Ma le giornate più storte sono quelle piene di sole (in Inghilterra) e ti metti a giocare con la farina sognando torte, biscotti o crostate dall'aspetto fantastico, pronte ad essere immortalate. Ma poi ti manca la carta forno, esci, di domenica pomeriggio (quando ti andrebbe di oziare in pigiama per tutto il giorno) passi al supermercato sotto casa e non la trovi. Inventi e va tutto male.
Neanche a dire mi consolo con il cibo.
3.11.13
Say cheese! #2
Come vi avevo già anticipato ci siamo con la seconda ricetta per lo Swiss Cheese Parade!
Diciamo che ci ho preso gusto :)
27.2.12
Che il tuo "no", sia "no!".
Bando alle ciance e alle stroncature a priori. Non storcete il naso, non ce n'è motivo!
E posso dirlo in quanto sono stata io la prima a farlo...a torto!
Com'è che ho potuto gustare questo piatto? Facilissimo e molto divertente da raccontare. Ho accettato di assaggiarlo dicendo, in maniera molto educata... "no grazie"...a chi tentava di farmelo provare.
" Che significa?", vi chiederete;
" E' impazzita!", continuerete;
" Tanto vale andarsene a scorrazzare in un altro blog!", penserete.
Ma no, ma no, lasciate fare...
Premetto che mi trovavo in Polonia (chi mi segue avrà capito da tempo che provo un certo debole per quel bel paese...). Il punto è che in Polonia, quando ad una qualsiasi domanda tu rispondi..."no!"...è come se dicessi..."sì!".
No, aspettate; placate le ire del vostro mouse, non ve ne andate!
Dico davvero! Ciò che per la Martina italiana, al momento in cui dice..."no!"...assume il significato di negazione, diniego, smentita, rifiuto...per la Martina polacca assume il significato di affermazione, asserzione, concessione, conferma.
Vi lascio immaginare la serie di inconvenienti nei quali mi sono imbattuta!
" Martina, gradisci un altro quarto di bue con contorno di "pianta di broccolo" intera annegata in un "litrozzo" di salsa all'aglio? Vorresti un'altra dozzina di uova e maionese? Ti vanno quei tre quarti di torta alla vodka che è avanzata dall'altro ieri?".
" No, grazie!", rispondo io ingenuamente.
Ed ecco un esercito di commensali che si improvvisano camerieri solo per me, la Martina polacca! Sgrano gli occhi di fronte al mio piatto di nuovo stracolmo...vorrei rifiutare (con garbo), vorrei fargli capire che...davvero...non posso...
Ma ormai è troppo tardi...
Una delle più famose zuppe polacche (più precisamente la zupa pomidorowa) italianizzata. Facile e veloce.
Nella ricetta originale viene usato il concentrato di pomodoro con lo zucchero, panna acida e altre spezie che la rendono super in Polonia e vagamente simile in Italia.
Zuppa al pomodoro
Ingredienti:
brodo di carne ( fatto con 1/2 kg di carne di pollo preferibilmente)
250 g di passata di pomodoro
150 g di pastina all'uovo
sale e aneto
panna acida
Fate il brodo di carne, seguendo la vostra ricetta classica. Una volta pronto, filtratelo e aggiungete la passata di pomodoro (se di pomodori freschi ancora meglio!) salate, aggiungete l'aneto e mettete a cuocere per 10-15 minuti a fuoco medio.
Intanto a parte cuocete la pastina, scolatela e aggiungetela alla zuppa.
Servite calda la panna acida, che si scioglierà creando un color arancione.
Abbondate, non ve ne pentirete :)
Vi ricordo che mercoledì conoscerete il vincitore del Guest Blog di Marzo!
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28.1.12
di rosso vestita
...la pasta! Non so voi ma io me la sogno pure di notte!! In realtà fanno a gara la pasta e il dolci... Ma quant’è buona la pasta?! L’ho sempre adorata...fin da quando, da bambina, pretendevo mi fosse “donata” anche l’ultima forchettata nel piatto altrui..Eh sì all'epoca ero molto più altruista!
Comunque...premesso che i miracoli non si verificano più da qualche millennio, voglio comunque presentare un piatto a base di un “particolare” tipo di pasta che ha tra i suoi punti di forza una maggiore digeribilità e una quantità non meglio definita (in questo post, almeno...) di proprietà benefiche. Il suo segreto è la quantità maggiore di glutine e minore di amido! Infatti si nota con piacere che l'acqua della pasta dopo la cottura rimane pulita, senza alcun residuo di amido! Perfetta per chi è attento alla linea. Se volete avere maggiori info. vi consiglio di dare un occhiata qui.
Comunque sia, l’ho provata personalmente e l’ho trovata alquanto prelibata. Ma dato che, come diceva qualcuno, “ambasciator non porta pena”, lascio a voi il responso definitivo.
Buon appetito...e fatemi sapere!
15 pomodori secchi
due grappoli di pomodori ciliegino
pangrattato (in abbondanza)
2 spicchi di aglio
olio evo, sale e origano
Tagliate a pezzi i pomodori e intanto riscaldate in una padella antiaderente l'olio, con l'aglio e l'origano. Quando l'olio è caldo aggiungete i due tipi di pomodori, facendoli cuocere per qualche minuto.
Intanto preparate l'acqua per la pasta. Quando la pasta è arrivata a fine cottura, in una padellina piccola antiaderente (o con un goccino di olio) fate tostare il pan grattato, ma senza farlo bruciare.
Una volta tostato, spegnete il fuoco e continuate a mescolarlo con un cucchiaio di legno.
Scolate la pasta, accendete la fiamma sotto i pomodori e buttateci la pasta, rigiratela in modo da far amalgamare il tutto e unite il pan grattato.
Il piatto è pronto! Semplice, veloce e molto buono!
Buon week-end!
P.S. Il 31 del mese uscirà il risultato del primo guest blog! Vi aspetto ;)
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