Visualizzazione post con etichetta pomodoro. Mostra tutti i post
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2.3.15
La qualità degli italiani
Ci sono quelle giornate storte che ti svegliano già storta e non puoi proprio farci nulla.
Quando riempi la scodella di cereali e non trovi il latte nel frigo, o quando finisce il caffè, che per qualcun'altro è molto peggio;
Quando tornando a casa la sera c'è un fantastico spettacolo di stelle in cielo e tu guardando la luna ne resti coaì incantato che perdi l'equilibrio andando a sbattere contro lo sportello di una macchina.
Ma le giornate più storte sono quelle piene di sole (in Inghilterra) e ti metti a giocare con la farina sognando torte, biscotti o crostate dall'aspetto fantastico, pronte ad essere immortalate. Ma poi ti manca la carta forno, esci, di domenica pomeriggio (quando ti andrebbe di oziare in pigiama per tutto il giorno) passi al supermercato sotto casa e non la trovi. Inventi e va tutto male.
Neanche a dire mi consolo con il cibo.
6.5.13
Artista del fornello
un post gusto pomodoro (con ricetta in fondo)!
Qualche settimana fa mi è arrivato un invito inatteso, ma molto gradito, da parte di Valentina e dal Mutti.
L'evento "Artista del fornello" prevedeva la sfida tra food blogger all'interno del meraviglioso ateneo Coquis e aveva come protagonista il triplo concentrato Mutti.
Una sfida molto divertente tra 11 foodblogger divisi (per mezzo della sorte) in squadre.
Lo chef Davide Cianetti ci accoglie e ci spiega come si svolge il tutto: armati di fornelli, cappelli e grembiuli da chef e dei deliziosi cartellini con il nome,ogni squadra preparerà un primo (rigatoni al pesto di melanzane) e un secondo (scaloppine di vitello in rosso).
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18.1.13
sogno di una notte di metà inverno
Che nottata ragazzi!!
Ho sognato di sognare di coricarmi nel mio comodo lettino sotto spessi strati di coperte di lana...
Ho sognato di sognare di addormentarmi tenendo stretto "Hug" ( un peluche oggettivamente bruttino ma assai tenerone) che a sua volta era tenuto stretto dalla scimmietta "mammadichicco" (ci sarà un post apposito per questa storia);
Ho sognato di sognare una notte buia e tempestosa che "regalasse" neve (ma quando arriva?) a sufficienza da costringermi a casa per una settimana...
Ho sognato di sognare di essere sveglia ad osservarmi dormire profondamente...( e ad occhio e croce a questo punto dovrei essere arrivata ad una tripersonalità schizzoide...scherzo in gergo tecnico sono le cosidette "allucinazioni somatognosiche").
Ho sognato di sognare che qualcuno bussasse alla porta della mia camera e che io ( o se non proprio quell' "io" che dormiva, forse quell'altro "io" che mi guardava dormire mentre l' "io" reale dormiva al di là del mondo onirico...) mi alzassi ad aprire;
Ho sognato di sognare di aver perduto un calzino negli anfratti misteriosi del mio letto (succede praticamente sempre, il calzino di destra si riesce a sfilare via abilmente dal mio piedino), di aver starnutito producendo un rumore simile al ragliare di un asino...( che bellezza i sogni,è?), di aver aperto la porta con la forza del pensiero e...a quel punto...di aver visto un'ombra minacciosa dalle fattezze umane che sembrava impugnare un'arma pronta ad essere utilizzata per fare di me e dei miei sogni brandelli di Nulla.
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21.5.12
Cronaca di Roma
Tradotta in italiano contemporaneo.
Durante una novembrina giornata di maggio (e scusate il paradosso...) mi imbatto in un mendicante intento a chiedere l'elemosina lungo via di Santa Maria Maggiore, nei pressi della stazione Termini.
Non posso non notare le sue scarpe di pelle lucidissime e il vestito elegante valorizzato da una bellissima cravatta rosso bordeaux.
Mi chiedo che gli sarà successo...
Mi rispondo leggendo la scritta sul cartone che tiene ben saldo sulle mani.
Recita così:
"nuova gestione...prezzi modici! venite gente, venite!!"
Un amaro sarcasmo che strappa più di qualche sorriso tra la folla dei turisti e degli habitué(?)
Poco dopo mi ritrovo a via Urbana, a poche centinaia di metri dal Colosseo.
Ecco lo "storico" barbiere tristemente accorto nei suoi pensieri, a cavallo di una vecchia seggiola di legno.
Mi vede e fa: "io facevo la barba ai signori di Roma! Ma tu lo sai di che colore sono i soldi? Io non mi ricordo più!"
Poco dopo, noto che il locale vicino ha la serranda abbassata;
"E il tappezziere? ha chiuso?" domando;
"1.500 € al mese d'affitto! E che si mangia la polvere?" rispose lui.
Qualche metro più in là scorgo una schiera di commercianti ritti sulla soglia dei loro negozi. Chi fuma, chi prende il fumo in faccia.
"Ma tu ci credi a Quello là?" domanda Tizio a Caio indicando un punto ideale nel cielo;
Caio fa spallucce.
"Intanto credo a questo qua!" rispose, indicando l'interno (deserto) del negozio.
"Per credere a Quell'altro, aspetto tempi migliori!" conclude ridendo di gusto.
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27.2.12
Che il tuo "no", sia "no!".
Bando alle ciance e alle stroncature a priori. Non storcete il naso, non ce n'è motivo!
E posso dirlo in quanto sono stata io la prima a farlo...a torto!
Com'è che ho potuto gustare questo piatto? Facilissimo e molto divertente da raccontare. Ho accettato di assaggiarlo dicendo, in maniera molto educata... "no grazie"...a chi tentava di farmelo provare.
" Che significa?", vi chiederete;
" E' impazzita!", continuerete;
" Tanto vale andarsene a scorrazzare in un altro blog!", penserete.
Ma no, ma no, lasciate fare...
Premetto che mi trovavo in Polonia (chi mi segue avrà capito da tempo che provo un certo debole per quel bel paese...). Il punto è che in Polonia, quando ad una qualsiasi domanda tu rispondi..."no!"...è come se dicessi..."sì!".
No, aspettate; placate le ire del vostro mouse, non ve ne andate!
Dico davvero! Ciò che per la Martina italiana, al momento in cui dice..."no!"...assume il significato di negazione, diniego, smentita, rifiuto...per la Martina polacca assume il significato di affermazione, asserzione, concessione, conferma.
Vi lascio immaginare la serie di inconvenienti nei quali mi sono imbattuta!
" Martina, gradisci un altro quarto di bue con contorno di "pianta di broccolo" intera annegata in un "litrozzo" di salsa all'aglio? Vorresti un'altra dozzina di uova e maionese? Ti vanno quei tre quarti di torta alla vodka che è avanzata dall'altro ieri?".
" No, grazie!", rispondo io ingenuamente.
Ed ecco un esercito di commensali che si improvvisano camerieri solo per me, la Martina polacca! Sgrano gli occhi di fronte al mio piatto di nuovo stracolmo...vorrei rifiutare (con garbo), vorrei fargli capire che...davvero...non posso...
Ma ormai è troppo tardi...
Una delle più famose zuppe polacche (più precisamente la zupa pomidorowa) italianizzata. Facile e veloce.
Nella ricetta originale viene usato il concentrato di pomodoro con lo zucchero, panna acida e altre spezie che la rendono super in Polonia e vagamente simile in Italia.
Zuppa al pomodoro
Ingredienti:
brodo di carne ( fatto con 1/2 kg di carne di pollo preferibilmente)
250 g di passata di pomodoro
150 g di pastina all'uovo
sale e aneto
panna acida
Fate il brodo di carne, seguendo la vostra ricetta classica. Una volta pronto, filtratelo e aggiungete la passata di pomodoro (se di pomodori freschi ancora meglio!) salate, aggiungete l'aneto e mettete a cuocere per 10-15 minuti a fuoco medio.
Intanto a parte cuocete la pastina, scolatela e aggiungetela alla zuppa.
Servite calda la panna acida, che si scioglierà creando un color arancione.
Abbondate, non ve ne pentirete :)
Vi ricordo che mercoledì conoscerete il vincitore del Guest Blog di Marzo!
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