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27.10.14

Cosa si nasconde dietro


La fiducia sembra una cosa così seria e importante che facciamo attenzione a come utilizzarla. Non ci rendiamo conto però che la fiducia, volendo o non volendo, la utilizziamo ogni giorno dandola un po' per scontata. Diamo fiducia al capostazione quando non sappiamo dove andare e lui ci indica la strada, diamo fiducia alle persone che ci stanno vicine, perchè sono  "loro" e non possono farci del male, ci diamo fiducia ogni volta che cuciniamo e molte volte la diamo a quel dolce in forno, al lievitato vicino il fornello, alla gelatina che galleggia nell'acqua...

21.7.14

Oltre un crumble



Mentre preparavo i miei bei bagagli, diretta in Olanda, ero pervasa da un senso d’ansia e d’angoscia; il timore di non sapere cosa avrei trovato sapendo benissimo cosa stavo lasciando; stavo barattando la mia ‘sicurezza’, il mio ‘porto sicuro ‘, la presenza costante dei miei affetti… “Con che cosa?”, mi domandavo. Certamente, benché ansiosa e angosciata, ero anche incredibilmente eccitata; era l’eccitazione della ‘novità’, dell’avventura, di una vita nuova nella quale immergersi a capofitto senza esitare. Allora ho cominciato a capire che ciò che lasciavo alle spalle era nient’altro che… il mio essere ancora bambina, il mio ‘avere ‘ nient’altro che una possibilità, quella possibilità che, facendoti dipendere sempre da qualcun altro, non può mai farti sentire realmente libera.

12.5.14

Al sicuro



Porto a fatica due sedie sul balcone, una dopo l'altra, con attenzione ma con quella dinamicità che mi ha sempre contraddistinta.
Struscio per terra l'angolo della copertona, quella pesante e morbidissima.
Torno di corsa in stanza, scivolando in una curva perfetta e facendo invidia ad un motociclista della motoGP; prendo l'altra coperta quella con i fiori rosa, un po' sfilacciata e usurata dal tempo.
Acchiappo cinque o sei cuscini del divano, mi alzo le maniche fino ai gomiti per completare il duro lavoro. Ciuccio dal biberon (sì, è stato il mio fiero compagno di merende fino ad una certa età) portandolo in alto fino a sfiorarmi il naso, per bere la scolatura di latte con il Nesquik.
Finisco tutto l' ambaradan e creo la mia morbida casetta con giardino esterno, atrio, una finestra, e un salone con tavolino, sedie e un arredamento che ha un nonsochè di orientale.
Sistemo i fiocchi rosa alle mie fiere treccine biondo sbiadito e prendo per mano la mia Mammadichicco, vestita a festa, per le grandi occasioni.

6.9.13

Happy marriage cake



Dall'Islanda, oltre che a tanti ricordi, ho portato anche un bel po' di ricordini gastronomici, nonostante il mio zaino da giovane escursionista inerba - ovvero stracolmo di cose inutili- non me lo permettesse.
In casa, come ogni volta che ritorno da ogni viaggio, ci si mette in tavola e iniziano i racconti del viaggio, accompagnati dalla presentazione delle foto...
"ma ma dicci piuttosto l'hai visti i Craiser??" dice la mamma
"ma certo che avrà visto i Graiser!! E i pecoroni che vanno vicino ai Caiser per dissetarsi?"

16.11.12

la città delle mele, del mare e...

un posto dove vivere in tranquillità.
Eccoci qui: babbo, mamma e naturalmente io. 
Tre disperati che trascinano tre valige lungo i corridoi di un aereoporto tedesco durante i tre giorni più freddi di ottobre ( ma freddi freddi davvero!) per trascorrere tre giorni da amici storici che da tempo ci chiedono di andare a trovarli in Germania.
Ci vengono incontro all’aereoporto...siamo gli ultimi tra gli ultimi, i neon che si spengono, le porte che si chiudono, la pioggia che cade a secchi e i maglioncini autunnali come tavolette di legno baciate dal gelo.
Entriamo in macchina.  
Si fanno 160 km solo per venirci a prendere. 
E dico tutto.

Babbo: fa freschetto è? (in italiano e con -2°C).