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16.6.14

Saturno contro?



Frank Epperson, un bambino di 11 anni, in una notte gelata lasciò sul suo davanzale un bicchiere di acqua e soda, scordandosi all’interno il bastoncino che aveva usato per mescolarle. Il giorno dopo, usando dell’acqua calda, riuscì a liberare il blocco di ghiaccio e mangiò il primo ghiacciolo mai creato. Epperson ottenne il brevetto per l’idea nel 1923.

13.9.12

Nata vegetariana




Io da piccola ero una bambina un po' strana agli occhi dei miei coetanei e anche delle mamme direi.
Quelle mamme che provano qualsiasi cosa per far mangiare ai figli un po' di verdura!
 E invece la mia non mi ha mai dovuto costringere, al contrario per quanto riguarda la carne (e parliamo anche di pesce). Quella cosa gommosa e così cattiva di sapore (e puzzolente per il pesce) per la quale non riuscivo a capire perché avessi dovuto mangiarla per forza. 
Ci hanno provato in tutti i modi e io con il tempo escogitavo ogni maniera per non mangiarla.
Non parliamo dei legumi. No, quelli proprio no. 
Tanto che per cercare soluzioni alternative,già all'età del seggiolone, ho infilato una per una le lenticchie del piatto nelle narici del mio bel nasino. 
L'evento è rimasto nella storia, come anche quelle lenticchie reduci che continuavano ad uscire parecchi giorni successivi all'evento.

23.7.12

Profumo di pioggia

e fiori di lavanda.


L'estate non è la mia stagione preferita. 
Proprio per niente direi! Troppo caldo, troppi insetti, troppo tempo a disposizione, che li per li apprezzo tantissimo, perché quando ho tempo mi vengono in mente progetti che non vi sto neanche a elencare per quanto assurdi.
Il problema è che me ne accorgo dopo che sono assurdi, mentre in quel momento mi sembrano così geniali...Ma succede come quando la sera prima ti stai addormentando programmando la giornata del giorno dopo e alla fine finisce che non fai neanche una delle cose che programmi. Così è per i miei progetti estivi! Che si, in pratica iniziano, ma poi con il passare di qualche giorno (che ormai è diventato un mese) si accumulano e non arrivano alla fine. 
Così è anche con la mia lista delle ricette da fare. Di quelle ricette che magari mi capita di vedere su internet così per caso, e che mi segno (prima in fogliettini volanti, e poi quando ritrovo quei fogliettini li appunto sulla lista "to-do", comodamente attaccata al frigo) della quale però non mi ricordo mai quando voglio cucinare qualcosa.
Ma piano piano sto cercando di modificare questo andamento negativo.
Come si dice? "chi va piano..."
Insomma, magari entro l'anno farò solo la metà delle cose progettate in questi giorni, però alla fine una metà mi sembra un buon inizio..
Come questa tart, che finalmente sono riuscita a provare, sicuramente anche merito di questa pioggia estiva, che personalmente adoro, che mi ha permesso di rimettere i calzini ai piedi, che mi ha fatto riaccendere il forno e contemporaneamente aggiungere del gelato sul dolce! Non vedevo l'ora.


Rustic peach tart 



Ingredienti
per la pasta brisée:
200 g di farina 00
80 g di burro
1 cucchiaino di zucchero (zuccherissimo, di Italia Zuccheri)
acqua qb
1 cucchiaino di sale
per il ripieno:
200g di pesche
1 cucchiaio di amido di mais
zucchero di canna (grezzo)
succo di mezzo limone
fiori di lavanda
gelato alla vaniglia



Sbucciate e tagliate le pesche a fettine in una ciotola, aggiungete qualche cucchiaio di zucchero e lasciate riposare. A parte montate molto bene il burro con il gancio elettrico, che dovrà divenire una crema. In una terrina capiente, quindi mettete la farina setacciata, il sale e lo zucchero e infine il burro lavorato. A questo punto schiacciate con le dita, mescolando fino a formare un impasto sbricioloso. Aggiungete poco alla volta qualche cucchiaio di acqua, ben fredda, fino a formare un impasto compatto. Stendete l'impasto, non troppo sottile, facendolo uscire leggermente dai bordi e sopra la carta forno nella teglia (preferibilmente da crostata) scelta (io ho usato due monoporzioni). Cospargete la superficie con qualche rametto di lavanda sbriciolato e lasciatelo riposare.
Riprendete le pesche, che avranno cacciato tutto il loro succo, e sistematele sopra la pasta in ordine sparso. Il succo rimasto invece, versatelo in un tegamino aggiungendo un cucchiaio di zucchero (ma solo se necessario) e l'amido, e riscaldatelo sul fuoco per qualche minuto. Spegnete il gas e aggiungete il succo del limone. Versate il succo, in maniera più omogenea possibile sulle pesche. e delineate i bordi della pasta in eccesso. Cospargete la tart con un cucchiaio di zucchero di canna.
Infornate a 180° per 20 minuti più o meno o fino a quando la crosta non sarà dorata.
Servite tiepida con una pallina di gelato alla vaniglia.


{Note}

  • la quantità di pesche è variabile in base alla teglia da forno che userete. Cercate di non eccedere con le fettine di pesche sopra la pasta, in quanto c'è pericolo che in cottura il succo e la frutta straripino dalla teglia;
  • anche la quantità di zucchero è variabile, a gusto personale e in base alla dolcezza delle pesche.





Buon inizio settimana,